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Il calendario delle Albe e dei Tramonti (2025)

Con il progetto “Residenza d’artista”, avviato nel 2021 e promosso dal Comune di Montebelluna e dall'Associazione CombinAzioni, il MeVe e il festival si aprono al dialogo con la scena dell’arte contemporanea: un’iniziativa volta a valorizzare il lavoro di giovani artisti (under 35) e a stimolare, in una prospettiva transdisciplinare, inedite riflessioni e connessioni tra le collezioni museali e l’attualità, tra passato, presente e futuro.

L’opera Il calendario delle albe e dei tramonti è stata realizzata da Marta Magini nel corso della residenza presso Villa Correr Pisani, contestualmente a CombinAzioni festival, dedicato, nell’edizione 2025, al significato contemporaneo dell'uguaglianza, delle disuguaglianze e delle diversità.

Il calendario delle albe e dei tramonti è un progetto artistico che ha origine dall’osservazione del tempo astronomico, misura condivisa da tutti gli esseri umani. A partire dai dati reali relativi all’anno 1948 – anno dell’entrata in vigore della Costituzione italiana, documento fondativo della Repubblica e simbolo dei diritti civili – Marta Magini ha realizzato un’incisione su lastra di zinco che riporta, giorno per giorno, gli orari di alba e tramonto calcolati specificamente per la città di Montebelluna.

L’opera mette insieme due elementi estremente distanti che sembrano non avere analogie fra loro: da una parte il riferimento alle albe e ai tramonti che disegnano un lasso temporale sotto forma di “paesaggio esperienziale”, sperimentato da ciascun individuo nel corso della propria vita; dall’altra la Costituzione, il Diritto, ovvero l'insieme delle norme e delle regole che disciplinano i rapporti tra i membri di una società per garantire un ordine pacifico e organizzato. Questi due elementi sembrano, per un attimo, toccarsi e incastrarsi perfettamente, innescando e stabilendo un contatto emotivo con lo spettatore.

Intrecciando memoria storica, dati astronomici e riflessione sui principi di uguaglianza e condivisione, il progetto restituisce un piccolo monumento poetico alla luce quotidiana, alla fragilità dell’attenzione, e alla necessità di riconoscere i passaggi quasi impercettibili attraverso cui si modifica – e si può erodere – una democrazia.


Edizioni passate

| 2021 - Edizione bianca - Laura Omacini (clicca qui)

| 2022 - Lost for words - Enrico Antonello (clicca qui)

| 2023 - Dove sei? - Romane Bourgeois (clicca qui)

| 2024 - La pelle della terra - Lorenzo Gnata (clicca qui)

 

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