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Documentario Onde di memoria

 

un film di ELIA BOLZONELLO
una produzione ASSOCIAZIONE COMBINAZIONI

durata: 8’21”
Italia, 2025
genere: documentario personale
aspect ratio: 16/9
formato di proiezione: DCP
linguaggio: italiano

Primo premio "Paolo Gobetti" Film Commission al Concorso Nazionale Filmare la Storia 2026 (Torino)
“Per aver saputo rielaborare magistralmente una storia grande e tragica attraverso un racconto intimo e familiare, mettendo in evidenza il fatto che ogni evento storico è sempre vissuto, attraversato e anche subito dalle comunità, dagli individui e dai territori in cui essi abitano. Particolarmente efficace, originale e altamente espressiva risulta essere la scelta dello stile visivo utilizzato, che, intrecciando voce narrante, materiali d’archivio e registrazioni apparentemente neutre di schermate dal computer, riesce a trasformare l’esperienza di un’esplorazione digitale in una narrazione che è al tempo stesso storica, personale ed emozionale”

Primo premio Giuria Senior al Corti a Ponte festival internazionale di cortometraggi 2026 (Ponte San Nicolò PD)
“Vajont: onde della memoria che si intersecano con quelle del Destino. Un originale documentario che sublima il flusso dell’ostentato individualismo dei social in una intima e al contempo universale storia di sopravvivenza. Attraverso l’uso sapiente della versatilità audiovisiva del desktop, Elia Bolzonello fa emergere dal flusso della memoria collettiva e famigliare i frammenti che ricompongono una storia alternativa che riportano al contempo in superficie relitti sommersi, spazzati dall’onda implacabile di una catastrofe purtroppo preannunciata”

Primo premio per il miglior cortometraggio scolastico al Cinevasioni.Edu Film Festival 2025 (Bologna)

Premio distribuzione Sayonara Film al Festival Mente Locale Young 2026 (Bologna)
“Abbiamo deciso di assegnare il premio Sayonara film di questa edizione a un cortometraggio capace di distinguersi per originalità, sensibilità e qualità. Per la capacità di affrontare un tema storico e umano con grande sensibilità e maturità espressiva, trasformando la memoria collettiva in un racconto intimo ma universale. Attraverso una riflessione sul trauma e sulla sua trasmissione nel tempo, trattata senza retorica ma con autenticità e consapevolezza cinematografica. Per questa motivazione il premio Sayonara film va a “Onde di memoria””

Menzione speciale Giuria Senior al Festival Mente Locale Young 2026 (Bologna)
“Per averci fatto conoscere una forma giovane e sorprendente di racconto cinematografico, costruita interamente nello spazio del desktop. Attraverso montaggio, nuove tecnologie e vecchi home movies, il film intreccia la memoria familiare con i linguaggi delle nuove generazioni, trasformando l’archivio privato in un’esperienza viva, intima e contemporanea, con un budget ridotto all’osso. La menzione speciale Giuria senior va a “Onde di memoria””

Premio Connessioni come miglior cortometraggio realizzato dalle scuole al Cortino Film Festival 2025 (Fonzaso BL)

Selezione ufficiale (finalista) a Lo Spiraglio Filmfestival della salute mentale 2026 (Roma), Festival Cinema e Ambiente Avezzano 2026 (Avezzano AQ), MEET Film Festival 2026 (Mazara del Vallo TP), Concorso Cinemambiente Junior 2026 (Torino) e Baloss Milan Junior Film Festival 2026 (Milano)

Questo film è stato realizzato nell'ambito del progetto "Beauty storytellers. Seconda edizione" con l'obiettivo di coinvolgere studenti e studentesse dalle primarie alle secondarie e stimolare in loro lo sguardo e l'immaginazione per farli diventare narratori di bellezza: bellezza dei luoghi, delle persone, delle relazioni.

L'iniziativa è stata realizzata nell'ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Info sul progetto Beauty Storytellers 2

SCARICA IL PRESSBOOK IN FORMATO PDF

con le note di regia e di produzione

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Sinossi

Perché il nonno aveva paura dell’acqua? Da questa domanda semplice e personale inizia un viaggio intimo e inatteso che si svolge tutto dentro uno schermo. “Onde di memoria” è un desktop documentary che intreccia memorie familiari, immagini d’archivio e riflessioni private per raccontare una storia vera e toccante: quella del nonno del regista, sopravvissuto alla tragedia del Vajont nel 1963. La sua salvezza fu puramente un caso: pochi giorni prima del disastro era nato il padre del regista, e il nonno, per vederlo, tornò a casa. Quell’azione così istintiva e naturale lo allontanò da Longarone proprio in tempo, salvandolo da una delle frane più devastanti della storia italiana.

Attraverso il linguaggio digitale e l’interazione diretta con il computer – finestre aperte, cartelle, video, foto di famiglia – il documentario compone un mosaico di riflessioni, memorie e di punti di vista. La tragedia del Vajont e la domanda iniziale diventano così lo specchio di una ricerca più ampia: capire come i traumi si tramandano di generazione in generazione, come il passato familiare si nasconde nei gesti quotidiani, nei timori inspiegabili, come la paura dell’acqua del regista.

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Crediti documentario

regia e scrittura ELIA BOLZONELLO, con la supervisione di FRANCESCO MONTAGNER

fotografia ELIA BOLZONELLO

montaggio ELIA BOLZONELLO, con la supervisione di VERONICA SCOTTI

suono ELIA BOLZONELLO

sound design SOUNDRIVEMOTION

colorist FRANCESCO MAROTTA

responsabile scientifico MARCO ZUIN

organizzazione ERMES POZZOBON

comunicazione ANNA CHIARA VENTURINI, GIOELE GATTO

poster ELIA BOLZONELLO

una produzione ASSOCIAZIONE COMBINAZIONI

in associazione con CINEMA ITALIA EDEN, CINEFORUM GAGLIARDI

con il coinvolgimento degli istituti scolastici IS “Einaudi-Scarpa” di Montebelluna, Liceo “Veronese” di Montebelluna

con il partenariato di Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità (Università degli Studi di Padova), Regione del Veneto, Ri-Prese, Piattaforma Lago - Lago Film Fest - Fondazione Francesco Fabbri, Fondazione Sportsystem, Cooperativa Sociale Kirikù

con il cofinanziamento di Comune di Montebelluna, Comune di Trevignano, Comune di Volpago del Montello, Comune di Crocetta del Montello, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, Confartigianato Imprese AsoloMontebelluna, De Castelli

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Note di regia, Elia Bolzonello

L’idea per questo documentario è nata con il bisogno di raccontare una storia autentica, capace di toccare il pubblico e, al tempo stesso, di rivelarmi qualcosa di me stesso. Mi è tornato in mente un episodio che conoscevo da sempre, ma che non avevo mai realmente elaborato: mio nonno si salvò dalla tragedia del Vajont per un puro caso, tornando a casa pochi giorni prima del disastro per vedere mio padre appena nato. Un gesto semplice, naturale, che cambiò radicalmente il corso della sua vita – e, indirettamente, della mia.

Ho scelto di raccontare questa vicenda attraverso la forma del desktop documentary, una modalità che mi ha sempre incuriosito e che, quando mi è stata proposta, mi è sembrata ideale per il tipo di esplorazione che volevo intraprendere. Il desktop, in questo contesto, non è solo uno spazio narrativo, ma uno specchio della mia mente: il cursore del mouse diventa il mio sguardo, che si muove tra cartelle, archivi fotografici e ricordi digitalizzati. È un racconto costruito a partire da ciò che ho trovato e da ciò che cercavo.

Durante il processo creativo ho capito che raccontare una storia non significa soltanto ricostruirne i fatti, ma anche entrare in contatto con le emozioni più profonde che essa porta con sé. Ho iniziato a riflettere sulla mia paura dell’acqua, apparentemente inspiegabile, e a riconoscerla come un’eredità del trauma vissuto da mio nonno.

Per raccogliere i materiali e le testimonianze mi sono affidato ai ricordi di chi era vicino a mio nonno, in particolare mio padre. La realizzazione del film è avvenuta all’interno di una masterclass intensiva, in cui abbiamo avuto tre giorni per sviluppare, girare e montare il documentario. Una sfida impegnativa, che ho affrontato con una troupe composta dai miei compagni di corso, con cui ho condiviso metodo e visione. Il sostegno di Francesco Montagner, che ha seguito il progetto, e di Veronica Scotti, che ci ha aiutato nel montaggio, è stato essenziale per dare forma e coerenza alla narrazione.

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Note di produzione, associazione CombinAzioni

Beauty Storytellers nasce nel contesto di CombinAzioni festival, iniziativa che da anni porta a Montebelluna e dintorni artisti e ospiti da tutta Italia e crea inneschi culturali. Dall’intenzione di coinvolgere maggiormente le scuole nel festival, nonché dalle idee e dalle relazioni sviluppatesi dal festival, ha preso vita la prima edizione del progetto nel 2022, che ha avuto ricadute sociali, culturali ed educative andate ben oltre le aspettative iniziali.

Grazie al Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, Beauty Storytellers ha coinvolto 9 scuole primarie e secondarie di Montebelluna, Trevignano, Volpago e Crocetta (TV) in un percorso formativo e laboratoriale nell'audiovisivo centrato sul tema della cura. Circa 1600 studenti hanno partecipato a lezioni sul linguaggio cinematografico, proiezioni, laboratori e masterclass, con il coordinamento artistico del regista Marco Zuin.

Il progetto ha portato alla realizzazione del cortometraggio “La bicicletta”, dei documentari “Katharsis”, “La mia mongolfiera” e “Onde di memoria” e di 17 animazioni in stop-motion. Le opere sono state scritte, dirette e interpretate da studenti delle scuole superiori durante masterclass di alta formazione e laboratori di produzione e post-produzione cinematografica. La colonna sonora del cortometraggio di finzione è stata composta ed eseguita da studenti delle scuole secondarie di primo grado nel corso di laboratori di produzione musicale, mentre gli studenti delle scuole primarie hanno realizzato 17 animazioni nell’ambito di attività laboratoriali di animazione con tecnica di stop-motion. Un’esperienza che ha stimolato lo sguardo e l'immaginazione per far diventare gli alunni narratori di bellezza (“beauty storytellers”).

Durante il laboratorio di documentario, abbiamo esplorato il linguaggio cinematografico applicato alla realtà, analizzando le principali tecniche narrative e visive utilizzate per raccontare storie vere, eventi o tematiche di interesse sociale e culturale. Ci siamo concentrati poi su tematiche personali e attuali che potessero interessare gli studenti del progetto Beauty Storytellers al fine di elaborare dei soggetti originali. La forma di studio principale, e scopo produttivo del corso, è stato il cortometraggio documentario d’autore o di video-arte. L’obiettivo formativo del corso era quello di sviluppare una maggiore consapevolezza critica nei confronti dei contenuti audiovisivi e acquisire competenze di base per la realizzazione di un documentario di creazione, offrendo strumenti per una nuova e più coraggiosa interazione con la realtà.

Gli studenti si sono cimentati con successo nell’impresa di interagire con temi personali, familiari o di tipo sociale per raccontare la propria realtà con originalità e discrezione. Da questa fase di ricerca sono emersi tre soggetti vincenti che sono stati realizzati dagli studenti stessi, utilizzando in tutti e tre, oltre a riprese sul campo, preziosi materiali d’archivio inediti, appartenenti alle proprie famiglie. Temi come il fallimento, la rabbia, l’identità, la scuola e molti altri sono stati al centro delle riflessioni che si sono trasformate, dopo mesi di laboratorio, in un desktop documentary, un documentario d’osservazione e un saggio cinematografico. La parte che più ha coinvolto i giovani è stata il montaggio, perché è attraverso questa fase di riscrittura creativa che gli studenti hanno visto prendere forma le loro storie. La dinamica di gruppo ha inoltre accentuato una micro forma di coesione sociale e di comprensione della realtà anche per gli studenti non coinvolti nella fase di riprese.

L’idea di destinare tutto questo percorso agli studenti è emersa dall’ambizione di creare un progetto duraturo nel tempo, in cui i più giovani possano sperimentare possibilità creative ed espressive altrimenti precluse in un territorio di provincia. Crediamo che Beauty Storytellers sia anche la dimostrazione dei significati che un festival può avere per una comunità: non si tratta solo di un insieme di eventi in pochi giorni, ma è un progetto che a tutti gli effetti crea legami, stimoli e iniziative durante tutto l’anno, come un ponte tra un’edizione e quella successiva. Infine, lavorare con gli studenti significa anche coinvolgere le generazioni più giovani in un festival che, nato nel 2015 da un gruppo di diciottenni, ora a oltre dieci anni di distanza sceglie di avere un focus anche per gli adolescenti di oggi.

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