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Documentario La mia mongolfiera

 

un film di MESAITE BATTISTA
una produzione ASSOCIAZIONE COMBINAZIONI

durata: 7’28”
Italia, 2025
genere: documentario autobiografico
aspect ratio: 16/9
formato di proiezione: DCP
linguaggio: italiano

Premio MEET al MEET Film Festival 2026 (Mazara del Vallo TP)
“per aver dato forma a un percorso in cui il cinema non è soltanto opera compiuta, ma esperienza condivisa, processo, relazione. Il premio MEET celebra l’uso dell’audiovisivo come strumento didattico capace di attivare sguardi, domande e competenze, trasformando la visione in conoscenza e la produzione in partecipazione. Un riconoscimento a chi, attraverso immagini e suoni, ha saputo costruire un ponte tra educazione e creatività, tra scuola e cinema”

Selezione ufficiale (finalista) a Sotto18+ Film Festival 2025 (Torino), Festival Mente Locale Young 2026 (Bologna) Cinevasioni.Edu Film Festival 2025 (Bologna) e Cortino Film Festival 2025 (Fonzaso BL)

Questo film è stato realizzato nell'ambito del progetto "Beauty storytellers. Seconda edizione" con l'obiettivo di coinvolgere studenti e studentesse dalle primarie alle secondarie e stimolare in loro lo sguardo e l'immaginazione per farli diventare narratori di bellezza: bellezza dei luoghi, delle persone, delle relazioni.

L'iniziativa è stata realizzata nell'ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Info sul progetto Beauty Storytellers 2

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con le note di regia e di produzione

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Sinossi

Due vite distanti si incontrano e si trasformano a vicenda, in un viaggio fatto di attese, sogni e affetto. Attraverso immagini d’archivio e voci fuori campo, il cortometraggio racconta, senza mai nominarla esplicitamente, la storia di un’adozione vissuta con gratitudine e profondità.

La protagonista ripercorre il cammino dei suoi genitori adottivi e il proprio, lasciando che lo spettatore ricomponga i frammenti emotivi e visivi. Ogni frase e ogni scena sono un tassello di un legame che ha plasmato il suo modo di vedere il mondo, comprendere l’amore e vivere le relazioni.

Un racconto intimo e universale, che parla di incontri, scelte coraggiose e trasformazioni silenziose.

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Crediti documentario

regia e scrittura MESAITE BATTISTA, con la supervisione di FRANCESCO MONTAGNER

con la partecipazione di SABITRI BATTISTA, VALENTINO BATTISTA, MONICA MENIN

fotografia GIOELE GATTO

aiuto regia GRACE AKELE

montaggio GIADA BERTAGNOLI, con la supervisione di VERONICA SCOTTI

sound design SOUNDRIVEMOTION

colorist FRANCESCO MAROTTA

responsabile scientifico MARCO ZUIN

organizzazione ERMES POZZOBON

comunicazione ANNA CHIARA VENTURINI, GIOELE GATTO

poster SOFIA VENDRAMIN

una produzione ASSOCIAZIONE COMBINAZIONI

in associazione con CINEMA ITALIA EDEN, CINEFORUM GAGLIARDI

con il coinvolgimento degli istituti scolastici IS “Einaudi-Scarpa” di Montebelluna, Liceo “Veronese” di Montebelluna

con il partenariato di Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità (Università degli Studi di Padova), Regione del Veneto, Ri-Prese, Piattaforma Lago - Lago Film Fest - Fondazione Francesco Fabbri, Fondazione Sportsystem, Cooperativa Sociale Kirikù

con il cofinanziamento di Comune di Montebelluna, Comune di Trevignano, Comune di Volpago del Montello, Comune di Crocetta del Montello, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, Confartigianato Imprese AsoloMontebelluna, De Castelli

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Note di regia, Mesaite Battista

L’idea è nata dal desiderio di raccontare una parte della mia vita che mi ha cambiato radicalmente, che ha plasmato il mio modo di vedere il mondo, vivere le relazioni e comprendere l’amore. Ho un legame profondo con la storia che racconto, perché parla della mia adozione e di come l’ho vissuta. Devo moltissimo alla scelta dei miei genitori, e per questo sarò sempre grata. Con questo progetto ho voluto raccontare due vite completamente diverse che si incontrano, si danno tanto a vicenda e si completano. Girando il corto, ho ripercorso il viaggio dei miei genitori adottivi e il mio: un percorso fatto di speranze, attese, sogni e affetto.

La costruzione delle voci fuori campo è stata una sfida. Il mio insegnante Francesco Montagner mi ha proposto di raccontare la storia in modo più vago, evitando frasi troppo esplicite. L’obiettivo era lasciare allo spettatore la libertà di unire i puntini, di farsi un’idea personale su ciò che stava guardando. Non è stato facile per me: dovevo raccontare qualcosa di così importante con solo quindici frasi brevi, senza mai nominare direttamente l’adozione. Sicuramente nel cortometraggio giocano un ruolo fondamentale i video d'archivio, che raccontano i momenti più intensi e significativi di questo viaggio.

Per riuscirci, ho scritto un testo lungo e denso, e poi, insieme alla mia troupe, abbiamo selezionato le frasi da tenere. Ero affiancata da una mia coetanea che ha curato il montaggio, e da un’altra ragazza della mia scuola come aiuto regia. Con loro ho lavorato benissimo: erano coinvolte emotivamente nella mia storia e volevamo tutte che il risultato fosse il migliore possibile.

Grazie a questa spinta creativa, siamo riuscite a completare il lavoro, mettendo in campo le risorse di ognuna e creando un cortometraggio che mi ha emozionata profondamente.

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Note di produzione, associazione CombinAzioni

Beauty Storytellers nasce nel contesto di CombinAzioni festival, iniziativa che da anni porta a Montebelluna e dintorni artisti e ospiti da tutta Italia e crea inneschi culturali. Dall’intenzione di coinvolgere maggiormente le scuole nel festival, nonché dalle idee e dalle relazioni sviluppatesi dal festival, ha preso vita la prima edizione del progetto nel 2022, che ha avuto ricadute sociali, culturali ed educative andate ben oltre le aspettative iniziali.

Grazie al Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, Beauty Storytellers ha coinvolto 9 scuole primarie e secondarie di Montebelluna, Trevignano, Volpago e Crocetta (TV) in un percorso formativo e laboratoriale nell'audiovisivo centrato sul tema della cura. Circa 1600 studenti hanno partecipato a lezioni sul linguaggio cinematografico, proiezioni, laboratori e masterclass, con il coordinamento artistico del regista Marco Zuin.

Il progetto ha portato alla realizzazione del cortometraggio “La bicicletta”, dei documentari “Katharsis”, “La mia mongolfiera” e “Onde di memoria” e di 17 animazioni in stop-motion. Le opere sono state scritte, dirette e interpretate da studenti delle scuole superiori durante masterclass di alta formazione e laboratori di produzione e post-produzione cinematografica. La colonna sonora del cortometraggio di finzione è stata composta ed eseguita da studenti delle scuole secondarie di primo grado nel corso di laboratori di produzione musicale, mentre gli studenti delle scuole primarie hanno realizzato 17 animazioni nell’ambito di attività laboratoriali di animazione con tecnica di stop-motion. Un’esperienza che ha stimolato lo sguardo e l'immaginazione per far diventare gli alunni narratori di bellezza (“beauty storytellers”).

Durante il laboratorio di documentario, abbiamo esplorato il linguaggio cinematografico applicato alla realtà, analizzando le principali tecniche narrative e visive utilizzate per raccontare storie vere, eventi o tematiche di interesse sociale e culturale. Ci siamo concentrati poi su tematiche personali e attuali che potessero interessare gli studenti del progetto Beauty Storytellers al fine di elaborare dei soggetti originali. La forma di studio principale, e scopo produttivo del corso, è stato il cortometraggio documentario d’autore o di video-arte. L’obiettivo formativo del corso era quello di sviluppare una maggiore consapevolezza critica nei confronti dei contenuti audiovisivi e acquisire competenze di base per la realizzazione di un documentario di creazione, offrendo strumenti per una nuova e più coraggiosa interazione con la realtà.

Gli studenti si sono cimentati con successo nell’impresa di interagire con temi personali, familiari o di tipo sociale per raccontare la propria realtà con originalità e discrezione. Da questa fase di ricerca sono emersi tre soggetti vincenti che sono stati realizzati dagli studenti stessi, utilizzando in tutti e tre, oltre a riprese sul campo, preziosi materiali d’archivio inediti, appartenenti alle proprie famiglie. Temi come il fallimento, la rabbia, l’identità, la scuola e molti altri sono stati al centro delle riflessioni che si sono trasformate, dopo mesi di laboratorio, in un desktop documentary, un documentario d’osservazione e un saggio cinematografico. La parte che più ha coinvolto i giovani è stata il montaggio, perché è attraverso questa fase di riscrittura creativa che gli studenti hanno visto prendere forma le loro storie. La dinamica di gruppo ha inoltre accentuato una micro forma di coesione sociale e di comprensione della realtà anche per gli studenti non coinvolti nella fase di riprese.

L’idea di destinare tutto questo percorso agli studenti è emersa dall’ambizione di creare un progetto duraturo nel tempo, in cui i più giovani possano sperimentare possibilità creative ed espressive altrimenti precluse in un territorio di provincia. Crediamo che Beauty Storytellers sia anche la dimostrazione dei significati che un festival può avere per una comunità: non si tratta solo di un insieme di eventi in pochi giorni, ma è un progetto che a tutti gli effetti crea legami, stimoli e iniziative durante tutto l’anno, come un ponte tra un’edizione e quella successiva. Infine, lavorare con gli studenti significa anche coinvolgere le generazioni più giovani in un festival che, nato nel 2015 da un gruppo di diciottenni, ora a oltre dieci anni di distanza sceglie di avere un focus anche per gli adolescenti di oggi.

 

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